APPRODA A VERBANIA LA MUSICA CLASSICA ‘FOR DUMMIES’

Microband1

(intervista a Luca Domenicali di Cristiana Bonfanti)

Il duo ‘Microband‘ sarà alla Biblioteca Ceretti venerdì 25 Luglio alle 21

Il Frankfurter Allgemeine li ha definiti “I Fratelli Marx della musica comica”; l’Herald Tribune li inserisce “nella tradizione di Laurel & Hardy e di Spike Jones”. E per festeggiare i 30 anni di carriera, presentano questo nuovo, irresistibile spettacolo.
Musica classica “for Dummies”, o meglio, per “scriteriati”, perché nulla è ortodosso in Microband: Luca Domenicali e Danilo Maggio giocano con gli strumenti, li confondono, li mescolano, in un contagio sorprendente e virtuoso; eppure in tanta bizzarria e in tanta abile confusione i brani dei grandi autori acquistano nuova vita e ne escono magicamente esaltati.
Chopin, Brahms, Paganini, Bizet, Rossini, Handel, Mozart, Bach, Ravel, Beethoven, Verdi e tanti tra gli autori delle musiche più clamorosamente belle di tutti i tempi, vengono riproposti per scandalizzare, ma anche per incantare il pubblico della ‘Classica’.
Ma “Classica for Dummies” è una piacevolissima sorpresa anche per quelli che, pensando che la “Classica” sia una musica noiosa e per bacchettoni, scopriranno invece quanto possa essere frizzante e divertente, anche “eversiva” nell’esilarante rilettura che ci viene offerta da questi due funamboli del pentagramma.

In questo ultimo spettacolo che avete preparato ci sono tutti pezzi di musica classica. La musica classica è quasi sempre considerata una cosa un po’ seria, da abiti eleganti e per gente colta. Come vi è venuta l’idea di proporla invece in chiave comica? Soprattutto, com’è nata l’idea di tutto uno spettacolo di musica classica?
In realtà l’idea non è venuta a noi, è venuta, diciamo, a un nostro agente, anche se questo non è il termine esatto… un organizzatore, con il quale abbiamo iniziato una collaborazione. Prima, all’interno dello spettacolo che facevamo, c’erano alcuni brani di musica classica insieme a pezzi di diverso genere, anche rock.
Faccio una piccola premessa, un paio di anni fa ci chiamarono per un nuovo spettacolo estivo all’interno di una rassegna e ci chiesero, dato che era il bicentenario di Chopin, se potevamo fare qualche suo pezzo all’interno dello spettacolo. Noi pensammo “dai, ci proviamo” e lasciando inalterati i numeri e le gag, con la parte teatrale, ci limitammo a sostituire una parte di musica, ad esempio un pezzo che poteva essere di musica moderna, con uno di Chopin. La cosa funzionò molto bene, talmente bene che questo organizzatore ci disse che se fossimo riusciti ad alzare la percentuale di musiche classiche all’interno dello spettacolo, lui avrebbe avuto più facilità a proporre lo stesso al suo segmento di mercato. Noi dicemmo sempre “ci proviamo”, cercando di metterne il più possibile. Ci siamo impegnati e anche divertiti, abbiamo provato a dare il massimo anche perché pur suonando bene noi siamo autodidatti…

Voi suonate ad orecchio oppure conoscete la musica?
No appunto, noi suoniamo ad orecchio. Abbiamo cominciato a pensare “qui, in questo punto, invece di fare quel pezzo dei Jethro Tull perché non proviamo a metterci un brano di Mozart?”. La cosa ci ha poi preso la mano, ci divertivamo talmente, che alla fine abbiamo deciso “facciamolo tutto”. Alla fine lo spettacolo è proprio composto da musiche di Mozart, Chopin, Beethoven, Verdi, Puccini, Rossini, tutti autori comunque riconducibili alla musica classica, alla musica sinfonica o alla lirica.
Faccio un’altra piccolissima parentesi. Nel corso della nostra lunghissima carriera ci è capitato diverse volte che ci chiamassero all’interno di Conservatòri, soprattutto all’estero perché i nostri sono più boriosi, è difficile proporre cose un po’ bizzarre. Ci hanno chiamato a fare spettacoli per le orchestre, o per maestri di Conservatorio, o anche per gli studenti e facendo una graduatoria tra le nostre platee, quella più entusiasta e calorosa era proprio quella proveniente da questi spettacoli. Vedendo proporre questi pezzi in questa chiave si divertivano veramente. Funzionava un po’ come quei volumi for dummies, che insegnano le varie discipline in maniera facile a chi non ne sa molto. Abbiamo provato a fare una musica classica for dummies. Comunque c’è anche in qualche modo un contenuto educativo perché lo spettacolo fa capire che la musica classica non è tutta noiosa e pesante ma c’è anche una parte comica e popolare.

Beh alla fine quando è stata scritta era musica popolare…
Certo, ma per come è arrivata nell’immaginario, come stereotipo, il musicista classico è sempre serio. Noi peraltro ci presentiamo in frac, quindi anche con una priorità di serietà, ma tutto finisce dopo circa 30 secondi e si capisce subito che il contesto è molto particolare.

Una curiosità. Ho visto che avete suonato in Svizzera, Germania, Francia, Gran Bretagna, oltre ovviamente che in Italia. Un po’ in tutta l’Europa. Avete però fatto anche diverse date in Giappone. Quanto conoscono e come accolgono questo tipo di spettacolo in oriente? Soprattutto capiscono la differenza tra lo scherzo e la proposta musicale?
Premetto che siamo andati tre volte in Giappone, e in quel periodo non facevamo ancora questo spettacolo. Nel vecchio spettacolo c’era un po’ di tutto, non solo classica. Se dovessimo andarci oggi, non credo avremmo problemi. Abbiamo scelto tutti brani molto noti, da Verdi a Puccini a molti autori non italiani e i Giapponesi amano la musica classica. Abbiamo fatto anche spettacoli per bambini, che non hanno la conoscenza musicale che abbiamo noi, però lo spettacolo funziona ugualmente perché la forza della musica è talmente grande che crea un’atmosfera particolare.

I vostri spettacoli sono cambiati tanto dai vostri esordi negli anni ’80?
Certo, se tu vedi di anno in anno le modifiche sono molte, anche se come ti dicevo il nostro è un tipo di lavoro molto lungo. Non è come per un comico che può attaccarsi al santo del giorno e ha un pezzo, noi dobbiamo creare il pezzo con tutto quanto ne segue e non è facile. Scartiamo anche molte cose e poi magari ce le ritroviamo più avanti.

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