VIENNA VS PARIGI – Spirabilia Quintet a Verbania

Spirabilia 012E’ una giornata calda, anzi afosa, quando provo a chiamare Mauro Mosca, clarinetto del quintetto musicale Spirabilia, con lui composto (per quanto riguarda l’evento verbanese) da Giulia Perego (flauto ed ottavino), Daniele Scanziani (oboe), Aldo Spreafico (corno), Giacomo Cella (fagotto). Parlare di musica da camera al telefono, mentre si batte su una tastiera di computer, può sembrare bizzarro, ma l’atmosfera è rilassata e abbiamo modo di scambiare due parole sullo spettacolo che presto accompagnerà una delle serate verbanesi di Allegro Con Brio.

Vienna vs. Parigi” offre uno spaccato di un’epoca vissuto nelle due capitali regine dell’Europa dei primi del secolo, così diverse da offrire un ampio confronto artistico su più fronti.

Siamo nei primi anni del ‘900, diciamo nel periodo che corre da inizio secolo e il 1930. Parigi vive un periodo particolarmente prosperoso, la Belle Ėpoque è al suo culmine e la cultura è particolarmente avanguardistica per il periodo, sintomo di una borghesia che guarda al futuro.

Vienna, ma più in generale tutta la zona della cosiddetta Mitteleuropa, vive ancora l’atmosfera dell’Impero austro-ungarico, più romantica e tradizionalista.

Due mondi che si scontreranno durante la prima guerra mondiale, ma che già mostravano attraverso la musica e l’arte le loro distanze.

Sono quattro i compositori scelti per rappresentare a turno le due città:

  • Jacques Ibert, compositore parigino, musicalmente considerato abbastanza tradizionalista, che scrisse opere, operette, balletti, musica da camera, musica sinfonica e anche colonne sonore (conosciute le musiche per il Macbeth di Orson Welles);

  • Reynaldo Hahn, compositore venezuelano ma naturalizzato francese, amico di Paul Verlain e Marcel Proust, usa uno stile che molto deve all’impressionismo e al post-romanticismo dominante in Francia;

  • Endre Szervánszky, compositore ungherese, maestro di clarinetto all’Accademia di Budapest compone prevalentemente concerti per strumenti a fiato dalle caratteristiche romantiche come di moda nell’Impero austro-ungarico;

  • Ferenc Farkas, compositore ungherese, inizia gli studi all’Accademia di Budapest ma li completa in Italia con il Maestro Ottorino Respighi; viaggia molto prima di tornare in Ungheria e questo dona al suo stile classico una nota di colore, che ruba sia dalla melodia italiana che dalle danze popolari ungheresi.

Mauro Mosca mi fa notare come spesso i compositori ungheresi vadano a pescare nelle tradizioni popolari del paese, andando anche a registrare con rudimentali fonografi i canti delle varie regioni e rimaneggiandoli in chiave più colta ed affine ai gusti dell’Impero. Questa operazione ci permette di poter ascoltare ancora, seppur rimaneggiati, suoni e melodie di origine antica, spesso zigana, che non sono stati scritti ma che si tramandano nelle generazioni e che forse sarebbero scomparsi senza questa rilettura.

Queste contaminazioni ci fanno intendere quanto fossero comuni gli scambi culturali nei paesi europei già nello scorso secolo. Lo stesso Spirabilia Quintet vive in uno spirito di musica classica ma non disdegna le contaminazioni jazz, con esibizioni dedicate a George Gershwin e al suo fantastico Porgy and Bess, oppure alla musica caraibica. La cultura è anche scambio.

Nel repertorio del quintetto noto una rilettura musicale dei “Promessi Sposi” e non resisto a chiedere di cosa si tratti. Dalla chiacchierata emerge l’idea di brani dal libro con sottofondi musicali che vanno a sottolineare e incorniciare le situazioni, così come sperimentato anche per un’altra rilettura musicale, quella del “Piccolo Mondo Antico” con voce recitante di Gianfranco Scotti e anche tanta poesia con un progetto di musica e poesia dedicato alla figura di Emily Dickinson.

Lo spettacolo si svolge poi in un’atmosfera un po’ differente a causa di un forte temporale che si è abbattuto sul nostro tendone, che però ha retto eroicamente all’urto. Una sosta ha permesso di lasciar passare il temporale, il cui rumore impediva di ascoltare in maniera piena il suono degli strumenti e probabilmente disturbava anche i musicisti.

Malgrado questo l’esibizione è stata seguitissima dal pubblico e un caldo applauso ha accolto la sorpresa finale, uno splendido brano di Astor Piazzolla in un arrangiamento a dir poco entusiasmante.

Curiosità finale, durante il concerto Mosca spiega anche il significato della parola Spirabilia. “Deriva dal latino spirabilis” ci dice, in poche parole che serve a respirare. Perché questa è l’arte dello Spirabilia Quintet, trasformare una cosa così semplice ed elementare come il respiro in musica, e quindi in emozione. Non è possibile chiedere di più!

Cristiana Bonfanti

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1 commento su “VIENNA VS PARIGI – Spirabilia Quintet a Verbania”

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