#Solo gli amanti sopravvivono (26/08)

ancheSOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO

Programma di sala a cura di Augusto Bruni

Germania, Francia, Gran Bretagna, Cipro – 2013
Regia e sceneggiatura: Jim Jarmush
123 minuti, colore

Adam, musicista profondamente depresso e disadattato nella società moderna, si aggira fra i deserti metropolitani di Detroit. Eve, sua moglie vive invece a Tangeri. Preoccupata per lo stato d’animo di Adam, Eve decide di raggiungerlo in America; da vampiri quali sono, la loro storia d’amore misteriosa ha superato i secoli e i cambi di civiltà, ma ora tutto sembra più difficile. Inoltre, il loro idillio è destinato ad essere turbato dall’arrivo della sorella minore di Eve, tanto stravagante quanto imprevedibile. Eva e Adam sono due esseri ai margini, tanto particolari quanto fragili…potranno continuare a sopravvivere in un mondo che crolla davanti ai loro occhi?

La new wave cinematografica newyorkese anni ottanta da cui proviene Jarmush, oltre all’anima punk, striata com’era di eroina e malaise, qualcosa di gotico e macabramente notturno lo ha sempre avuto. Se si esclude il suo newyorkesissimo primo film, il cinema di Jarmush è quasi sempre stato un cinema di ‘cool people in cool cities’, personaggi impossibilmente hip in strane città d’America e grandi capitali del mondo. I suoi personaggi sempre un po’ off dentro delle cose, marginali per scelta, un po’ come un’aristocrazia. Adam e Eve fanno parte dello stesso gruppo e sono cultori e custodi di pratiche e arti antiche, in via di estinzione: quando Eve si reca a Detroit per rivedere il suo amante, riempie la sua valigia solo di libri. Nel suo studio musicale pieno di strumenti vecchi di secoli, Adam ricorda il quintetto d’archi che ha passato a Schubert. Perché questi vampiri, di tanto in tanto, hanno bisogno di manifestarsi nella storia del mondo. Elitario, «di setta», il cinema di Jarmush un po’ lo è sempre stato, con i suoi protagonisti laconici, che spesso non parlano nemmeno la stessa lingua, gli attori importati, le immagini elegantissime che non hanno mai fretta. Il riferimento all’emoglobina non è casuale: con ‘Solo gli amanti sopravvivono’, un film denso di autobiografia, malinconicamente divertente e narrativamente lineare, Jarmush in un certo senso si ributta nella mischia.” (Giulia D’Agnolo Vallan, ‘Il Manifesto’, 15 maggio 2014)

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Cinema, Musica, Arte, Teatro sul Lago Maggiore

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