E il primo ad entusiasmarci è stato Albert Hera

ah2Quello di Albert Hera è un mondo di colori e di emozioni, dove la musica torna a essere considerata nella sua purezza di suoni che si trasformano in armonia, senza la necessità di parole.

In effetti è anche difficile riuscire a catalogare questo artista, che riesce in pochi minuti a passare dal jazz al blues alla musica più pop, passando sempre da una sensazione di World Music.

Le parole non servono a questo spettacolo “Solos”, non servono perchè sarebbero solo di ostacolo alla comunicazione. In una serie di improvvisazioni e gesti teatrali, Hera riesce a tenere il suo pubblico sul filo del sentimento e la mancanza di testi compiuti aiuta a rendere le composizioni più facili all’ascolto per tutti, perchè la musica non ha confini.

Non manca mai nella sua esibizione l’esperienza delle CircleSongs, una forma di improvvisazione corale guidata, dove un gruppo di voci disposte a cerchio entrano ed escono magicamente dall’armonia seguendo i gesti del solista che si porrà nel centro.

Anche qui pura armonia vocale, niente musica se non poche percussioni, niente testi ma semplicemente suoni che si accordano tra loro. E’ quindi facile comprendere il successo che Hera ha raccolto nel mondo: dove le parole non fanno da ostacolo alla comprensione, i suoni entrano nell’animo e lì rimangono.

Nel suo mondo artistico appaiono collaborazioni importanti, come con il musicista Bobby McFerrin per il quale fa da corista nell’opera “Bobble” del 2009 e, sempre come corista, nel CD “Vocabularies” dove appare in più della metà dei brani. Da ricordare anche le sue performance al London Acappella Festival nel 2012 e al London Jazz Festival 2013, dove riporta in luce il suo amore verso le CircleSongs.

 

di Cristiana Bonfanti

ALLEGRO CON BRIO 2015

allegroE con l’estate torna Allegro con Brio, con un calendario fitto di appuntamenti che spaziano dalla lirica al cinema al teatro per bambini, aperti alla città, nell’incontro di stili e generi diversi. 
La nostra biblioteca si conferma ancora una volta centro vitale, luogo d’incontro e snodo degli eventi cittadini, quest’anno anche in dialogo con altre rassegne estive. Saranno infatti in biblioteca lo spettacolo di apertura de’ il paese dei narratori, con Angela Malfitano, e la tappa verbanese del festival di teatro dell’Insubria. Fare rete, condividere e avere il coraggio di mescolare e mescolarsi con nuove opportunità, come nel laboratorio di improvvisazione corale che apre la rassegna, è la sfida di questa programmazione, che vede impegnati accanto al personale della biblioteca anche un numero crescente di volontari, che si sono messi in gioco e hanno fatto propria l’ambizione di fare sempre più della biblioteca cittadina uno spazio aperto, di sperimentazione, approfondimento e anche divertimento!Monica Abbiati
Assessore Cultura, Turismo, Istruzione, ExpoCinema, musica, arte e teatro sul lago

Cinema, music, art & theatre on the lakeside
Cinéma, musique, art et théâtre au bord du lac
Kino, Musik, Kunst und Theater am See
4 luglio – 5 settembre 2015 SCOPRI TUTTO IL PROGRAMMA QUI

Allegro con Brio 2014: gli applausi sono stati più forti della pioggia

BIBLIOVB_allegroconbrio14_locandina_2032x45_web-page-001di Marco Blardone

Due mesi, diciotto spettacoli, quasi tremila spettatori: sono queste le cifre della stagione 2014 di Allegro con Brio. Ma non sono solo numeri, sono storie, persone, momenti. Sono emozioni vissute, condivise e poi portate a casa per farci accompagnare ancora un po’.

Nonostante il maltempo che quest’anno ha imperversato, comportandosi da ospite, non gradito ma purtroppo affezionato, che ha saltato soltanto poche serate, la rassegna di eventi organizzati dalla Biblioteca Civica di Verbania, giunta alla sua seconda edizione, ha fatto registrate anche quest’estate un ottimo successo, sia in termini di presenze che di gradimento dell’offerta, vedendo accolti con curiosità e interesse anche gli spettacoli più impegnativi.

Basti pensare a Io dell’istrionico Antonio Rezza, che ha inchiodato 250 persone per due ore alle poltroncine dell’Auditorium Sant’Anna, in un geniale miscuglio di comicità e cruda critica delle contraddizioni della nostra società. Oppure a Rigoletto. Una storia di oggi, che ha riattualizzato la musica della grande opera lirica con gli interventi narrativi e l’ironia delicata di Enrico Beruschi.

Allegro con Brio aveva come obbiettivo principale quello di coinvolgere il pubblico, e il pubblico è stato realmente coinvolto, a volte anche fisicamente, sia all’inizio che alla fine dell’iniziativa, come in un ideale cerchio che si è chiuso.

Durante l’inaugurazione, domenica 6 luglio, la pittoresca parata del Circo Inzir ha portato un po’ della magia di acrobati e saltimbanchi in giro per le strade di Verbania, contagiando tutti i passanti, mentre nella sera dei saluti a fine agosto, Iaia Forte, incantata dalla bellezza del parco della biblioteca, con il lago a fare da spettatore, ha sfidato le nuvole minacciose per mettere in scena il suo spettacolo Hanno tutti ragione all’esterno, prima di essere costretta insieme alla sua platea a battere in ritirata per trovare riparo al chiuso dall’immancabile acquazzone.

In mezzo, tra il circo e l’ultimo spettacolo, c’è stata una cavalcata di film, concerti, teatro e burattini che ha saputo rivolgersi a tutte le fasce di pubblico.

Oltre che per la partecipazione del pubblico, Allegro con Brio ha avuto successo anche grazie all’entusiasmo dei volontari che numerosi, insieme al personale della biblioteca, si sono dati appuntamento per preparare al meglio tutte le serate, ognuno portando la propria disponibilità e trovando spazio per le sue capacità, occupandosi di tutti gli aspetti, dall’allestimento del palco all’accoglienza, dalla bancarella dei libri usati alla promozione sul blog e i siti internet.

Questo grande impegno non solo ha sempre consentito di far esibire gli artisti davanti a sale piene, ma ha anche contribuito alla raccolta delle donazioni per il Fondo Lift della Fondazione Comunitaria del VCO, rafforzando il matrimonio di fondamentale importanza tra cultura e solidarietà.

Calato il sipario, rimane viva la soddisfazione per aver visto tanti occhi lucidi e tanti sorrisi, sperando di trovare l’anno prossimo anche cieli più sereni.

Allegro con Brio: ultime tappe di un viaggio lungo un’estate

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In questa estate di temperature tiepide e giornate troppo spesso piovose, una delle iniziative che ha saputo riscaldare maggiormente le serate di Verbania e dintorni è stata Allegro con brio, la rassegna di cinema, musica, arte e teatro curata dalla Biblioteca Civica Ceretti nei mesi di luglio e agosto.

Spettacoli circensi e teatrali, burattini, proiezioni cinematografiche, concerti: Allegro con brio è stato tutto questo, offrendo ogni volta alle persone un’occasione valida per uscire, per incontrarsi e condividere momenti, arricchendo il proprio colpo d’occhio di emozioni e riflessioni.

Anche gli ultimi eventi con cui si chiuderà il cartellone la settimana prossima rispecchiano questa filosofia e questa varietà di proposte.

Mercoledì 27 agosto alle 21, si è conclusa la Rassegna Belloraro con il film Il Golem, che ci ha portato nell’atmosfera densa di mistero del ghetto di Praga del XVI secolo, dove il rabbino Loew crea dall’argilla un gigante con il compito di salvare gli ebrei dalle persecuzioni del re Rodolfo II, perdendone però il controllo a causa degli intrighi del suo assistente Famulus. Il film è stato accompagnato dalla musica dal vivo eseguita dagli artisti bolognesi Tiziano Popoli e Vincenzo Vasi.

Oggi 28 è stato inserito un evento fuori programma l’aperitivo letterario Educazione europea: un piccolo regalo con cui Allegro con Brio vuole celebrare Romain Gary, il grande romanziere di origine lituana, nel centenario della sua nascita. Maestro nella capacità di incantare i lettori con le sue storie, ma anche istrionico trasformista in grado di occultare la propria identità pubblicando libri sotto falso nome, Gary è stato l’unico nella storia a vincere per due volte il prestigioso Premio Goncourt, che per regola non può essere riassegnato alla stessa persona. Grazie agli interventi di Adriana Santoro e Daniele Giandolini si ripercorrerà l’intensa vita dello scrittore, alternando alla biografia la lettura di passi tratti dalle sue opere più significative.

Il compito di salutare tutti e di rinviare alla prossima estate è affidato a Iaia Forte, che dopo il grandissimo successo ottenuto con La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, si ripresenta al pubblico con Hanno tutti ragione, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo scritto dallo stesso Sorrentino.

Nonostante le difficili condizioni meteorologiche con cui la rassegna ha dovuto lottare quest’anno, la partecipazione del pubblico e il gradimento degli spettacoli sono stati ottimi e hanno ripagato ampiamente del lavoro necessario per proporre un cartellone così diversificato. Tutte le serate hanno richiamato un grande numero di persone, incontrando di volta in volta l’interesse di ragazzi, adulti, famiglie, bambini, o di chi semplicemente era curioso e aveva voglia di qualcosa di diverso.

Allegro con Brio è stato un viaggio, che nell’arco di un’estate ha dato alle persone la possibilità di scegliere le tappe che preferivano, per salire su un treno in corsa ed affacciarsi al finestrino per vedere ogni volta un paesaggio capace di riempire gli occhi.

Speciale #RomainGary, l’appuntamento extra di #AllegroconBrio

Romain_Gary (1)-page-001Nel centenario della nascita di Romain Gary, la Rassegna Allegro con Brio regala un appuntamento extra il 28 Agosto alle ore 18

EDUCAZIONE EUROPEA
aperitivo letterario (oppure: conferenza-spettacolo)

dedicato a Romain Gary
con Adriana Santoro e Daniele Giandolini

Romain Gary, romanziere lituano naturalizzato francese (Vilnius, 1914-Parigi, 1980) è stato un mago nella capacità di incantare i lettori con le sue storie, ma è stato anche un abile illusionista capace di occultarsi pubblicando alcuni libri sotto falso nome, tanto da ottenere due volte il Premio Goncourt – unico nella storia di quel prestigioso riconoscimento, che non può essere ripetuto per uno stesso autore.rg

Nella conversazione sarà delineata l’intensa vita di Romain Gary e presentata una sintesi, con lettura di passi tratti dalle opere più significative, della ricca produzione di questo artista anomalo e talora in contrasto con l’establishment della cultura ufficiale a lui contemporanea, ma che oggi nel centenario della nascita, celebrato un po’ dovunque, si prende la giusta rivincita nel venire riconosciuto come uno dei più importanti autori del Novecento francese.

Dopo il suo primo romanzo Formiche a Stalingrado (1945) ispirato alla resistenza polacca contro i tedeschi, nel 1956 vince il premio Goncourt con Le radici del cielo. Seguono, tra gli altri, La promessa dell’alba (1959), dedicato alla memoria della madre; Cane bianco (1970), di contenuto antirazzista; La vita davanti a sé (1975, Premio Goncourt); Gli aquiloni (1980).

Dopo gli eroismi della guerra Gary sposa la scrittrice Lesley Blanch e l’attrice Jean Seberg, magnifica e malinconica donna americana e triste fanciulla di Bonjour tristesse.

Ma gli anni Sessanta lo trovano vecchio, così, mentre la sceneggiatura della sua vita sta per trasformarsi in un viale del tramonto, Gary risale sul palcoscenico con una maschera diversa, lo pseudonimo di Emile Ajar, facendo credere che costui sia il proprio nipote, e scrive La vita davanti a sé, che si merita un altro Goncourt: solo dopo la sua morte si scoprirà la vera identità di Emile Ajar

Unico scrittore a ottenere due volte il premio Goncourt, oltre a Ajar e Gary si avvalse di più pseudonimi, quali Fosco Sinibaldi e Shatan Bogat e girò due film, di cui fu sia regista che sceneggiatore ma non riscosse molto successo.

Adriana SANTORO, milanese, frequenta da molti anni il Lago Maggiore. Laureata in Lettere, si occupa in particolare di narratori francesi dell’Ottocento ed è membro del Centro Interuniversitario sul Viaggio in Italia (Cirvi) di Moncalieri (Torino). Ha partecipato a seminari presso l’Università della Sorbona, presentato comunicazioni a convegni accademici in Italia e Francia, pubblicato saggi ed edizioni critiche per lo stesso Cirvi su Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, Louise Colet, Hector Malot. Altre riviste scientifiche (“Micromégas”, “Studi Francesi”, “Verbanus”) hanno ospitato suoi contributi relativi a tale settore di ricerca, mentre articoli a carattere divulgativo sono apparsi su numerose testate, fra cui la “Rivista illustrata del Museo Teatrale alla Scala”. Il suo lavoro più recente è l’edizione critica del finora inedito Mémorandum d’Italie di Paul Bourget (Cirvi, Biblioteca del Viaggio in Italia, Testi, 2014).

Daniele GIANDOLINI, verbanese, laureato in Storia e critica dell’arte lavora attualmente alla biblioteca e al Museo Latteria sociale di Casale Corte Cerro e partecipa al progetto “Liberamente” destinato alla promozione della lettura dei giovani adulti collaborando con la biblioteca civica Pietro Ceretti; ha lavorato come bibliotecario presso la biblioteca civica Pietro Ceretti e presso il Museo del Paesaggio di Verbania. Nel 2013 ha curato la mostra “Gestalt” con opere di Roberto Caspani e Gianluca Ripepi presso la biblioteca di Casale Corte Cerro.

#Pinocchio torna a casa, con #Rodari e il #Teatrod’Aosta

_FAB0100-2di Marco Blardone

Il Pinocchio di Rodari torna a casa. La Compagnia Teatro d’Aosta, dopo aver fatto ridere ed emozionare i bambini di tutta Italia e anche all’estero, con lo spettacolo tratto dalla Filastrocca di Pinocchio scritta da Gianni Rodari, si prepara a metterlo in scena il 14 agosto alle 21.00 anche nel Parco della Biblioteca di Verbania, avvicinandosi così alle terre tra Lago Maggiore e Lago d’Orta che diedero i natali all’ineguagliabile scrittore di storie per ragazzi cusiano.

Stefania Ventura, l’attrice che muoverà i fili del burattino troppo umano per restare solo un pezzo di legno, non ci nasconde la sua emozione nel far rivivere le rocambolesche avventure di Pinocchio proprio nei luoghi rodariani.

“Sono nove anni che porto in scena questo spettacolo, e già prima veniva eseguito dalla Compagnia. E’ un nostro cavallo di battaglia, ed è quindi emozionante e gratificante pensare di poterlo interpretare proprio in questi posti. Rodari, per chi lavora a contatto con i ragazzi come noi, rimane una fonte di ispirazione inesauribile, perché con le sue parole è stato capace di parlare al cuore dei bambini di tutte le età. La sua filastrocca di Pinocchio, con la delicatezza della poesia, riesce a fare una sintesi del libro di Collodi così ricca di ritmo e di immagini da essere particolarmente adatta per venire portata in scena”.BUR

La vostra Compagnia opera prevalentemente nel teatro per l’infanzia e per la gioventù, quali stimoli e quali difficoltà si incontrano rivolgendosi ad un pubblico così delicato?
Occuparsi di teatro per ragazzi è una sfida e un’avventura quotidiana. Non ci si può mai fermare, bisogna restare al passo con i tempi, perché i bambini cambiano e cambiano i linguaggi delle nuove generazioni. Per riuscire a comunicare con loro efficacemente, per far passare un’emozione, bisogna utilizzare regole ben precise, perché ogni fascia di età ha le sue esigenze. Sono un pubblico che non mente; lo capisci subito se una cosa funziona oppure no. Io sono convinta che fare teatro per ragazzi abbia un’importanza fondamentale, sono il futuro della nostra società e il teatro è uno strumento educativo e di crescita potentissimo. Per me è un privilegio poter rivivere tutti i giorni la magia dello stupore dei bambini”.

Bisogna trovare il modo più adatto per rivolgersi ad ogni fascia di età. Per chi è pensato specificamente lo spettacolo di TeaTRO DA Ridere?
Il pubblico ideale del Pinocchio di TeaTRO DA Ridere sono le famiglie, perché è uno spettacolo molto vario, dove vengono mischiati diversi linguaggi, ed è quindi in grado di coinvolgere tutti i bambini, sia i più piccoli che quelli già un po’ cresciuti. C’è la filastrocca; l’aspetto visivo con la scenografia costituita da un grande libro in cui si girano le pagine a seconda dei momenti della storia; la musica con l’accompagnamento della chitarra e il testo che viene metà recitato e metà cantato. E poi c’è lui, il protagonista assoluto: la marionetta di Pinocchio, capace ogni volta di risvegliare la curiosità dei bambini, colpiti più da quel burattino che dagli effetti speciali hollywoodiani, proprio perché sentono che è vero”.

Voi lavorate molto nelle scuole e con gli altri enti dell’istruzione e della cultura. Quali possibilità di sinergia ci sono secondo voi tra il teatro e le attività delle biblioteche e della promozione della lettura?
In questo periodo di crisi, le biblioteche sono una realtà che resiste e che riesce ancora a realizzare belle iniziative per i ragazzi, spesso puntando più sul valore delle idee che sulla disponibilità di fondi. Sicuramente i punti di contatto tra teatro e lettura sono tantissimi e ricchi di potenzialità educative: sono strumenti capaci di alimentare la curiosità e la capacità di pensare e di stupirsi delle nuove generazioni; per questo il loro incontro è uno dei terreni più fertili su cui seminare per avere un futuro migliore”.

#Rigoletto: una storia di oggi raccontata da #EnricoBeruschi

IMG_9446di Cristiana Bonfanti

Sembra davvero una storia di oggi quella del Rigoletto raccontato ieri sera da Enrico Beruschi, una vicenda di passione, tradimento, amore filiale e vendetta degna dei più moderni teleromanzi. Poi, come sottolinea satiricamente il nostro narratore, nella Mantova del XVI secolo erano comuni le attenzioni di uomini sposati per le giovani dame, oggi sarebbe davvero impensabile.

Inizia un po’ come un’avventura l’organizzazione della serata: la preparazione nel parco della biblioteca e, purtroppo come spesso sta accadendo in questa pazza estate, l’improvvisa pioggia e la fuga verso un luogo coperto. Ma nessuno manca all’Auditorium Sant’Anna, dove un pubblico davvero caloroso saluta lo spettacolo.

Enrico Beruschi, voce narrante, introduce la storia in maniera simpatica e ironica accompagnato dal maestro Mirco Godio al IMG_9527pianoforte. L’attore chiacchiera amabilmente col pubblico, lanciando battute e provocazioni che tengono l’attenzione sempre alta. Poi torna serio e racconda la vicenda di Rigoletto (interpretato dal baritono Lorenzo Battagion) della figlia Gilda (il soprano Eugenia Bryanova), della cameriera Giovanna (il mezzosoprano Barbara Vivian) e naturalmente, come dimenticarlo, del Duca di Mantova (il tenore Dario Prola). Tutto lo spettacolo sembra scorrere con estrema leggerezza anche a chi non ha grande conoscenza di opera lirica.

IMG_9404Presto gli applausi hanno coperto i tuoni e una serata che sembrava destinata perdersi nel brutto tempo, si è trasformata in una deliziosa occasione di convivialità, dagli scambi di battute tra Beruschi e i cantanti, agli interventi col pubblico, al simpatico rinfresco finale.

Un vero successo per i quattro straordinati interpreti che a fine spettacolo sono stati attesi e accolti dal pubblico alla ricerca di una fotografia e di un ricordo della serata. Difficile da dimenticare l’emozione provata durante le esibizioni. Resta solo il rammarico di cosa avrebbe potuto essere questo spettacolo all’aperto, esaltato dal romantico profilo del lago illuminato dalla luna ieri luminosissima.

Generoso anche Enrico Beuschi che con estrema cortesia si è fermato, prima di ripartire, per ringraziare i volontari che stavano servendo il rinfresco al pubblico. Che dire, la classe non è acqua!

Cinema, Musica, Arte, Teatro sul Lago Maggiore