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La guerra silenziosa risuona con i Caligari Bros

la guerraIeri sera, mercoledì 15 luglio, nel parco di Villa Maioni a Verbania si è svolto l’evento organizzato dalla biblioteca nell’ambito della rassegna cinematografica “Bello Raro” e in collaborazione col festival “Rimusicazioni” di Bolzano: la proiezione di filmati storici sulla prima guerra mondiale, muti, rimusicati integralmente dai “Caligari Bros”. La rimusicazione è una nuova corrente di spettacolarizzazione che si sta diffondendo sempre di più nel cinema: vengono recuperati dei filmati muti, riprese storiche o film d’autore, e viene ricreata ad hoc da musicisti famosi la colonna sonora, compresi tutti i suoni d’ambiente.

I filmati proiettati ieri sera risalgono al periodo 1926-1932; i primi tre sono stati realizzati dalla Sezione Cinematografica dell’Armata francese (“Nella trincea”) e da Luca Comerio, cineasta milanese che si è trovato a vivere il boom del cinema ed è stato un pioniere dal punto di vista del linguaggio cinematografico, grazie alla sua capacità di documentare fatti storici con la dovuta maestria tecnica, con le angolazioni di ripresa più appropriate, ma anche capace di inventare un linguaggio originale. Le sue pellicole sono crude, realistiche, realizzate in ambienti spesso impervi, tra i disagi e le fatiche del trasporto dell’attrezzatura, senza luci artificiali, dunque spesso con problemi di esposizione. Il quarto film invece non era previsto ed è stato aggiunto al programma poche ore prima dello spettacolo: la “Storia del milite ignoto” (1932), una pellicola di Henri Storck, uno dei pionieri del cinema belga e padre del neorealismo. Il regista l’ha realizzata montando i cinegiornali del 1928 e creando un film-verità che vuole essere un omaggio alla figura del milite ignoto, dunque a tutti i soldati che hanno combattuto e sono morti nel corso della guerra.

I musicisti che hanno rimusicato i filmati, i Caligari Bros, hanno saputo rendere più coinvolgenti le immagini con i suoni realizzati con mini tastiere, violino, theremin e giocattoli sonori, alcuni inventati dagli artisti stessi. Tiziano Popoli si dedica principalmente alla composizione funzionale, collaborando con registi, coreografi, videoartisti, pittori, poeti, creativi pubblicitari, dj e performers e creando colonne sonore cinematografiche e musiche di scena per spettacoli e performance teatrali, coreografie, video installazioni, sonorizzazioni audiovisive, siti web, spot pubblicitari ed altro. Ha composto musiche per pianoforte, canto e pianoforte, quartetto d’archi, settimino di ocarine, orchestra sinfonica e altre formazioni impiegando sia strumenti tradizionali che tecnologia elettronica e digitale. Ieri sera Tiziano Popoli era affiancato da Valeria Sturba, artista che è diplomata in violino e ha collaborato con diversi cantautori (Cesare Livrizzi, Federico Sirianni, Germano Bonaveri, Paolo Fiorucci, Daniele Faraotti), allargando i propri orizzonti musicali dal rock al tango, dall’improvvisazione all’elettronica, affiancando theremin ed effetti al violino. Nel 2011 ha fondato insieme a Vincenzo Vasi il duo di theremin OoopopoiooO.
Attualmente è attiva in vari progetti: Caligari Bros, Vale(2), I Musicanti di Braina, ItanosTango, Musica Libera.

Ma entriamo nel vivo della proiezione. Il primo filmato, con sottotitoli in francese, si intitola “Nella trincea” e si apre con una panoramica lentissima sulle rive dell’Isonzo, nei luoghi in cui la guerra è stata più cruda; di fronte alle rovine lasciate dalla guerra lo spettatore percepisce tutta la tragedia e l’inutilità del conflitto, grazie anche alla voce struggente del theremin suonato da Valeria Sturba, uno strumento che con le sue tonalità acute e strascicate ricorda una voce umana che si lamenta. Il filmato mostra poi le trincee a est di Gorizia: si vede la fatica dei soldati che strisciano nei camminamenti; il violino di Valeria Sturba insiste sulle tonalità basse per trasmettere la pesantezza e l’angoscia dei loro passi. Le immagini di cannoni che lanciano proiettili a ripetizione e gli spari dei fucili esplodono sonoramente grazie alla maestria sonora dei Caligari Bros; i soldati corrono sullo schermo e anche i tasti delle tastiere di Tiziano Popoli si rincorrono in un ritmo ripetitivo.

Il secondo filmato di Comerio, “La guerra d’Italia a 3000 metri sull’Adamello”, testimonia la guerra d’alta quota degli alpini impiegati sul fronte italiano. Nel corso del primo conflitto mondiale il fronte italo-austriaco attraversava l’imponente gruppo montuoso dell’Adamello-Presanella, un massiccio di oltre 300 kmq di superficie situato tra le province di Brescia e Trento. La cinepresa di Comerio segue, in condizioni estreme, i soldati che, grazie alle teleferiche, portano in alta quota armi e materiali. Lo spettatore vede la lunga fila degli alpini, stracarichi di assi, paglia per i muli, sci e armi, che sale verso il ghiacciaio dell’Adamello. Lassù li aspetta un magro rancio e la spaventosa fatica di tirare su i pesanti mortai e scavare le trincee nella neve. La musica dei Caligari Bros sa rendere la pesantezza dei gesti con note ripetute e cadenzate. Molto emozionante il momento in cui si vedono gli alpini costruire nella neve un altare con una grossa croce; viene celebrata la Santa Messa: Valeria Sturba lascia il violino per intonare un inno in latino, e la sua voce aggiunge intensità alla scena. Dopo aver assistito alla Messa a 3000 metri gli alpini, in divisa bianca, partono all’assalto e sparano, dai buchi nelle trincee di neve, mentre i feriti vengono portati nell’ospedale da campo. Nei volti di questi soldati, mentre ritornano a valle, c’è la soddisfazione per il pericolo scampato, velata da un sottile velo di rassegnazione.

Il terzo filmato è “Ingresso degli italiani a Trento e a Rovereto”, del 1918. Molto più movimentato dei precedenti, inizia con un crescendo di tensione musicale che sottolinea il fragore di cannoni e fucili. Quando la città di Trento viene liberata la popolazione festeggia riversandosi nelle strade e acclamando i soldati italiani: la musica diventa vivace, saltellante, sembra propagarsi dalle mani della folla sventolate a salutare i liberatori. Le scene che mostrano il bivacco dei prigionieri austriaci invece sono molto meste e accompagnate dal suono struggente del theremin; ma ritorna l’esultanza degli squadroni che entrano in città e in un crescendo di musica sventola il tricolore sulla torre d’Augusto al Castello del Buonconsiglio della città di Trento. Le immagini mostrano con evidenza retorica l’orgoglio dell’Italia per una liberazione che sarà invece a lungo percepita come oppressione dalla popolazione tirolese, soprattutto durante il periodo fascista.

Il quarto filmato invece, “Storia del milite ignoto” di Henri Storck, presenta un susseguirsi incalzante di immagini che costruiscono un multiforme affresco dell’anno 1928: un ritmo difficile da seguire, volti, persone in movimento volutamente accelerato. C’è da dire che i Caligari Bros hanno visto la pellicola una sola volta, dato che la proiezione del filmato non era prevista, dunque la colonna sonora che ci regalano è pura improvvisazione. La loro musica diventa accelerata come le immagini: in quel continuo brulicare di mani e volti anche le dita dei due musicisti solleticano corde, premono tasti e fanno vibrare onde sonore con un ritmo che avvolge gli spettatori.

Davvero un coinvolgimento totale dei sensi in questa serata estiva a Villa Maioni: in un sottofondo di caldo e zanzare immagini di una guerra che sa ancora impensierirci, in questo mondo mai al sicuro da violenze e conflitti; e la versatilità della musica scesa come un velo fresco a ricordarci che, se vogliamo, siamo ancora capaci di emozionarci.

di Eloisa Zanoni