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Speciale #RomainGary, l’appuntamento extra di #AllegroconBrio

Romain_Gary (1)-page-001Nel centenario della nascita di Romain Gary, la Rassegna Allegro con Brio regala un appuntamento extra il 28 Agosto alle ore 18

EDUCAZIONE EUROPEA
aperitivo letterario (oppure: conferenza-spettacolo)

dedicato a Romain Gary
con Adriana Santoro e Daniele Giandolini

Romain Gary, romanziere lituano naturalizzato francese (Vilnius, 1914-Parigi, 1980) è stato un mago nella capacità di incantare i lettori con le sue storie, ma è stato anche un abile illusionista capace di occultarsi pubblicando alcuni libri sotto falso nome, tanto da ottenere due volte il Premio Goncourt – unico nella storia di quel prestigioso riconoscimento, che non può essere ripetuto per uno stesso autore.rg

Nella conversazione sarà delineata l’intensa vita di Romain Gary e presentata una sintesi, con lettura di passi tratti dalle opere più significative, della ricca produzione di questo artista anomalo e talora in contrasto con l’establishment della cultura ufficiale a lui contemporanea, ma che oggi nel centenario della nascita, celebrato un po’ dovunque, si prende la giusta rivincita nel venire riconosciuto come uno dei più importanti autori del Novecento francese.

Dopo il suo primo romanzo Formiche a Stalingrado (1945) ispirato alla resistenza polacca contro i tedeschi, nel 1956 vince il premio Goncourt con Le radici del cielo. Seguono, tra gli altri, La promessa dell’alba (1959), dedicato alla memoria della madre; Cane bianco (1970), di contenuto antirazzista; La vita davanti a sé (1975, Premio Goncourt); Gli aquiloni (1980).

Dopo gli eroismi della guerra Gary sposa la scrittrice Lesley Blanch e l’attrice Jean Seberg, magnifica e malinconica donna americana e triste fanciulla di Bonjour tristesse.

Ma gli anni Sessanta lo trovano vecchio, così, mentre la sceneggiatura della sua vita sta per trasformarsi in un viale del tramonto, Gary risale sul palcoscenico con una maschera diversa, lo pseudonimo di Emile Ajar, facendo credere che costui sia il proprio nipote, e scrive La vita davanti a sé, che si merita un altro Goncourt: solo dopo la sua morte si scoprirà la vera identità di Emile Ajar

Unico scrittore a ottenere due volte il premio Goncourt, oltre a Ajar e Gary si avvalse di più pseudonimi, quali Fosco Sinibaldi e Shatan Bogat e girò due film, di cui fu sia regista che sceneggiatore ma non riscosse molto successo.

Adriana SANTORO, milanese, frequenta da molti anni il Lago Maggiore. Laureata in Lettere, si occupa in particolare di narratori francesi dell’Ottocento ed è membro del Centro Interuniversitario sul Viaggio in Italia (Cirvi) di Moncalieri (Torino). Ha partecipato a seminari presso l’Università della Sorbona, presentato comunicazioni a convegni accademici in Italia e Francia, pubblicato saggi ed edizioni critiche per lo stesso Cirvi su Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, Louise Colet, Hector Malot. Altre riviste scientifiche (“Micromégas”, “Studi Francesi”, “Verbanus”) hanno ospitato suoi contributi relativi a tale settore di ricerca, mentre articoli a carattere divulgativo sono apparsi su numerose testate, fra cui la “Rivista illustrata del Museo Teatrale alla Scala”. Il suo lavoro più recente è l’edizione critica del finora inedito Mémorandum d’Italie di Paul Bourget (Cirvi, Biblioteca del Viaggio in Italia, Testi, 2014).

Daniele GIANDOLINI, verbanese, laureato in Storia e critica dell’arte lavora attualmente alla biblioteca e al Museo Latteria sociale di Casale Corte Cerro e partecipa al progetto “Liberamente” destinato alla promozione della lettura dei giovani adulti collaborando con la biblioteca civica Pietro Ceretti; ha lavorato come bibliotecario presso la biblioteca civica Pietro Ceretti e presso il Museo del Paesaggio di Verbania. Nel 2013 ha curato la mostra “Gestalt” con opere di Roberto Caspani e Gianluca Ripepi presso la biblioteca di Casale Corte Cerro.

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